testimonianze dei pazienti

La salute nasce dentro di noi.

Salute è capacità di risposta, cioè respons-abilità.

Cefalee ricorrenti invalidanti Il sollievo dalla cefalea dopo quasi mezzo secolo di sofferenze

Vorrei semplicemente portare la mia esperienza personale riguardo al mio rapporto con l'Omeopatia. 

Soffrivo particolarmente di mal di testa.  Ho cominciato ad avere questo fastidioso disturbo all'età di sette anni e fino al 2012. In tutti questi anni mi sono imbottito di farmaci fino ad arrivare ad assumere un triptano ogni due giorni. Il mal di testa era sempre più insistente e non mi permetteva piu di vivere. 

Nel maggio 2012 su suggerimento di un amico mi sono recato dal dott. Campanella e da allora vivo il mal di testa come ogni comune mortale. Ho solo episodi sporadici, anche ogni tre o quattro mesi, e questi scompaiono senza farmaci grazie ad un buon sonno. Oggi all'età di 61 anni conduco una vita normalissima compresa una intensa attività sportiva che a causa dei miei forti mal di testa stavo per abbandonare.

Dario Grazioli

 

Commento

Ogni medico omeopatico unicista può testimoniare di avere osservato numerosi casi come questo. Sorgono perciò spontanee alcune innocenti domande. E' realistico pensare che l'assunzione di pochi globuli di "nulla" tre o quattro volte all'anno possano aver guarito grazie all'effetto placebo un mal di testa che aveva resistito a farmaci potenti prescritti per quasi mezzo secolo da validissimi specialisti? Che beneficio ci sarebbe stato per il paziente se si fosse da subito curato con l'Omeopatia? Che risparmio ci sarebbe stato sulla qualità di vita del paziente, sulle sue ore lavoro e sulla spesa sanitaria? Perchè distogliere lo sguardo dinanzi a questi risultati anzichè accostarsi ad essi con una cautela onesta e curiosa? Chi può avere l'interesse a sperare che si diffonda e diventi luogo comune la più bovina delle bufale, quella che etichetta l'Omeopatia come una ciarlataneria che usa l'acqua fresca?

Chiara Il parere di una mamma

Siamo una famiglia con un bambino di quasi 6 anni, curato dalla nascita con l'omeopatia, da più di tre anni con l'omeopatia classica.

Dopo una serie di esperienze di avvicinamento a medicine alternative di diverso tipo,qualche anno fa abbiamo scelto prima per noi e poi, contenti dei risultati per nostro figlio l'omeopatia classica.

La prima cosa che ci ha colpito di questo approccio medico è stato il minuzioso lavoro di ricerca dei dettagli nelle descrizioni del paziente che l'omeopata compie e conseguentemente il quadro che si delinea, ben diverso dalla modalità di analisi della medicina allopatica.

L'omeopatia ci ha aiutato a individuare le cause profonde dei nostri malesseri, a comprendere che quando si riesce a rimettere in circolo l'energia vitale che ognuno di noi possiede, il processo di guarigione avviene, a volte velocemente, a volte molto più lento, ma sicuramente più autentico. Ciò che riteniamo molto valido della medicina omeopatica è la promozione della presa di consapevolezza del proprio stato di salute, in senso molto ampio e non solo come semplice mancanza di malattia.

Nei bambini i risultati sono davvero sorprendenti: abbiamo constatato come nostro figlio si ammalasse molto meno dei compagni della scuola materna e come guarisse più rapidamente.

Siamo convinti che ci siano ancora molti pregiudizi circa la scelta di questa medicina, per ragioni di diverso tipo, ma basterebbe avvicinarsi senza preconcetti per scoprire, forse con sorpresa, quanto sia rispettosa dell'individualità di ognuno e capace di promuovere benessere.

Manuela Omeopatia: un beneficio profondo, concreto e generale

Sono anni che mi avvalgo di cure omeopatiche per me stessa e i miei figli. Il mio grado di soddisfazione è decisamente molto alto. L’effetto benefico di quei tre granulini dopo qualche giorno o settimane dall’assunzione è davvero sorprendente e oggettivo specie osservando i bambini che non possono essere condizionati da effetti placebo.

Il beneficio della cura omeopatica è più profondo ancora di quello atteso; infatti non riguarda semplicemente uno o più sintomi specifici ma determina un miglioramento più generalizzato dello stato psicofisico e genera una maggiore forza e resistenza a nuove malattie. Inoltre nelle situazioni acute l'effetto dei rimedi è decisamente veloce e incisivo.

Manuela Spadoni

Stenosi uretrale perdurante da trent'anni. Manager milanese

Ho conosciuto l’omeopatia a 46 anni, Da circa 30 anni convivevo  con una stenosi uretrale che stando agli specialisti consultati avrebbe avuto una potenziale soluzione solo con la chirurgia.

Stavo vivendo un periodo particolarmente difficile sia da un punto di vista lavorativo che famigliare, e in un controllo medico sportivo mi venne riscontrato un valore della pressione del sangue troppo elevato e qualche piccola anomalia del funzionamento della tiroide; a  questo si aggiungeva  un forte peggioramento della stenosi, tanto che in due occasioni dovetti recarmi al pronto soccorso.

Un amico mi consigliò di provare l’omeopatia per vedere se si potesse perlomeno evitare l’assunzione di farmaci per tutta la vita (per pressione e tiroide) e magari posticipare l’intervento chirurgico.

Devo dire che non ho mai chiesto e non mi sono mai documentato per sapere quale fosse la funzione del rimedio che assumevo perché volevo capire quali erano gli effetti su di me senza rischiare di essere influenzato.

In un tempo abbastanza breve i valori pressori del sangue sono rientrati nei parametri normali e dai controlli periodici tutto risulta nella norma.

La stenosi ha richiesto invece un periodo più lungo per ritornare alla condizione di trent’anni fa quando iniziai ad avere i primi problemi, e questo è stato per me un grande traguardo.

Antonio Scotti


Per onestà devo riferire che il paziente, pur sottoponendosi a controlli dal Collega urologo, non ha fatto indagini che attestino la scomparsa della stenosi: tuttavia i sintomi di cui soffriva da trent'anni sono praticamente scomparsi, cosa che ha drasticamente migliorato la sua qualità di vita scongiurando un intervento che pareva inevitabile. E' possibile che la lesione persista e che la terapia omeopatica abbia semplicemente permesso all'organismo di conviverci senza disagi. Il che, naturalmente, è un'ottima cosa. Questo paziente è in cura omeopatica da cinque anni.

Chiara e Alex una giovane famiglia della provincia di Bergamo

Siamo una famiglia con un bambino di quasi 6 anni, curato dalla nascita con l'omeopatia, da più di tre anni con l'omeopatia classica.

Dopo una serie di esperienze di avvicinamento a medicine alternative di diverso tipo,qualche anno fa abbiamo scelto prima per noi e poi, contenti dei risultati per nostro figlio l'omeopatia classica.

La prima cosa che ci ha colpito di questo approccio medico è stato il minuzioso lavoro di ricerca dei dettagli nelle descrizioni del paziente che l'omeopata compie e conseguentemente il quadro che si delinea, ben diverso dalla modalità di analisi della medicina allopatica.

L'omeopatia ci ha aiutato a individuare le cause profonde dei nostri malesseri, a comprendere che quando si riesce a rimettere in circolo l'energia vitale che ognuno di noi possiede, il processo di guarigione avviene, a volte velocemente, a volte molto più lento, ma sicuramente più autentico. Ciò che riteniamo molto valido della medicina omeopatica è la promozione della presa di consapevolezza del proprio stato di salute, in senso molto ampio e non solo come semplice mancanza di malattia.

Nei bambini i risultati sono davvero sorprendenti: abbiamo constatato come nostro figlio si ammalasse molto meno dei compagni della scuola materna e come guarisse più rapidamente.

Siamo convinti che ci siano ancora molti pregiudizi circa la scelta di questa medicina, per ragioni di diverso tipo, ma basterebbe avvicinarsi senza preconcetti per scoprire, forse con sorpresa, quanto sia rispettosa dell'individualità di ognuno e capace di promuovere benessere.

Una bambina speciale Esiti di encefalopatia ipossico-ischemica da parto

Dal 2013 abbiamo scelto l’omeopatia unicista e il dottor Campanella da allora è il nostro medico omeopata. In questi anni l’omeopatia classica oltre ad aiutarci a stare bene si è rivelata un viaggio di conoscenza di sé ed un raffinato strumento per affrontare le sfide della nostra vita. La prova più importante è stata la nascita della piccola-grande Ester, che dopo una gravidanza serena è arrivata in questo mondo con una gravissima sofferenza da parto che l’ha resa un esserino speciale e delicato.

Con l’arrivo di Etti la nostra vita è diventata meravigliosa e complessa. Con lei sono giunte molte emozioni, numerose visite, controlli medici, esami, riabilitazioni e la necessità di essere lucidi per decidere la strada migliore per aiutare la piccola.

Questa unicità andava osservata, raccontata ed accolta; già questa per noi è stata una cura profonda, perché ha consentito di mettere Ester al centro di una storia unica e preziosa invece che inserirla in modo standard all’interno di una patologia. Paolo Campanella col suo amore profondo per la medicina omeopatica ci ha ascoltato, capito e incoraggiato durante tutto il viaggio. Nel nostro caso è stato molto importante essere entrambi convinti dell’efficacia delle cure. Tutti e due avevamo grazie all’omeopatia risolto piccoli o grandi problemi di diversa natura, per cui è stato per noi naturale affidare la nostra piccola alle cure di Paolo. In questi anni noi ed Ester non siamo mai ricorsi a farmaci tradizionali. Le cure ci hanno sostenuti sia nell’emergenza della nascita che nelle fasi successive. Ester è migliorata nettamente in diversi aspetti sia emotivi e psicologici che fisici. L’osservazione e l’annotazione dei diversi sintomi è un bellissimo modo per conoscere Ester ed imparare a leggere i segnali che il suo corpo ci dà.

La bambina è riuscita a conquistare un buon riposo notturno, ad alimentarsi col cucchiaino, a stare seduta nei vari sistemi posturali studiati per lei e soprattutto a sorridere spesso. La nostra più grande preoccupazione riguardava proprio la possibilità di aiutarla a gestire emotivamente i traumi che ha vissuto e le sue paure. L’omeopatia sul piano emotivo è stata una risorsa preziosissima Nonostante che la sua sia una vita in salita e piena di fatiche ci sembra che Ester sia una bimba felice. Anche noi due siamo stanchi ma felici.

Paolo è un importante compagno di viaggio che ha messo a disposizione della nostra storia familiare le sue competenze omeopatiche aiutandoci a raffinare giorno per giorno gli strumenti utili per vivere con serenità. E ora dopo tre anni è arrivato Matteo, che presto sarà un paziente del dottor Campanella.

Emma Ciceri e Simone Ferrari

Naturalmente questo risultato è il frutto del lavoro di molti specialisti (neurologi, neuropsichiatri, psicologi, fisioterapisti, etc) e soprattutto dell'amore dei genitori della piccola. Questa testimonianza permette comunque di capire il ruolo della medicina omeopatica in una situazione complessa dove è fondamentale un lavoro di équipe.

Paolo Campanella

Sindrome di Parsonage-Turner o in alternativa condrite costale o spondilo-artrite.

Mi chiamo Vanessa, ho 27 anni e mi piacerebbe condividere con voi la mia esperienza con l’omeopatia. 

Una mattina di sette anni fa mi sono svegliata con un fortissimo dolore alla spalla e nel giro di una settimana non riuscivo più a muoverla e a dormire. Sono stata ricoverata per due settimane e dopo mille esami mi è stata diagnostica la sindrome di Parsonage-Turner. Ho assunto cortisone (25mg al giorno) per un anno circa, e a quel punto ho iniziato ad accusare forti dolori a livello sternale. Dopo due ricoveri di due settimane ciascuno ed esami invasivi, mi sono stati diagnosticati inizialmente una condrite sternale e successivamente una spondiloartrite.  Il risultato netto era solo un abuso di Dicloreum, l’unico farmaco in grado di farmi stare un po’ meglio, ma la qualità della mia vita era pessima. Non potevo neanche alzarmi dal letto, andare in università, uscire con gli amici. 

Più di tre anni dopo l'esordio dei disturbi (ammetto con molto scetticismo) ho deciso di provare con l’omeopatia: “L’ultima spiaggia”. Ci è voluta un po’ di pazienza e costanza, ma dopo sei mesi circa ho iniziato a vedere i primi miglioramenti.  Piano piano ho iniziato a ridurre il consumo di farmaci e ho iniziato a rifare cose normali, che prima mi sembravano impossibili. 

Ormai sono oltre due anni che mi curo con rimedi omeopatici e la mia vita è totalmente cambiata. I dolori compaiono molto più raramente ed il dolore è gestibile. Ne approfitto per ringraziare il Dottor Campanella per avermi aiutato in questo percorso.

Vanessa M.

Sindrome di Gitelman Il ruolo dell'omeopatia in una malattia genetica

Da 30 anni convivo con la sindrome di Gitelman (una malattia genetica rara).
Tutto ebbe inizio all’età di 28 anni con dolori molto forti agli arti inferiori e paresi alle mani. Venni ricoverata in ospedale, dove vennero riscontrati dei valori di potassio molto bassi. L’unica cura possibile consiste in supplementi di potassio, che però da subito tollerai poco a causa degli alti dosaggi richiesti. Grazie a mia cognata che aveva risolto con l’omeopatia una forte anemia, mi rivolsi al centro di medicina omeopatica “Tommaso Cigliano” di Roma e successivamente presso lo studio omeopatico del dott. Paolo Campanella di Varese, e in breve tempo ottenni buoni risultati, tanto da poter ridurre al minimo l’assunzione del potassio.

Nel corso degli anni avevo avuto crisi tali da ricorrere ad infusioni ospedaliere di potassio. Da quando sono in cura omeopatica ho avuto delle crisi solo raramente. Ora ho 58 anni e mi sento una persona sana: posso lavorare senza avvertire la stanchezza di cui soffrivo costantemente e i miei valori di potassio sono normali.

Paola Coniglio

La sindrome di Gitelman è una malattia genetica, e noi tutti sappiamo che i geni non possono essere modificati se non con interventi di ingegneria genetica. In casi come questo l'omeopatia sembra però poter svolgere un ruolo prezioso. L'ipotesi è che agisca a livello epigenetico, cioè attraverso una modulazione dell'espressione di uno o più geni. Esistono delle ricerche interessanti che si muovono in questa direzione: è un campo di studio molto affascinante. E' comunque un fatto oggettivo la scomparsa delle crisi invalidanti di astenia nonostante la quotidiana integrazione di potassio. Attualmente la paziente assume tre globuli di rimedio omeopatico tre o quattro volte l'anno, conduce una vita normale e non deve più assumere alcuna supplementazione. Gli scettici hanno tutto il diritto di alzare le sopracciglia e di parlare di effetto placebo, ma ne ha ancor più la paziente di essere felice per il risultato. Inoltre i valori del potassio attestano l'oggettività del risultato.

Paolo Campanella

Tiziana: una cura a tutto tondo La testimonianza di una fisioterapista

Ho 42 anni e sono sposata con 1 figlio. È da più di 15 anni che mi sono fidata e poi affidata all'Omeopatia e non avrei potuto fare scelta migliore. È migliorata la qualità della mia vita e la percezione del mio corpo. La cosa che mi piace di questo percorso è che vengo presa in considerazione nella mia totalità con i segni fisici ma anche per quello che sono profondamente a livello emotivi e tenendo in considerazione la mia storia, che è diversa da quella di altri. E cosa devo aggiungere.... funziona!!

Tiziana Vittigni

Barbara e la sua violenta nevralgia intercostale acuta

Sono cresciuta con l’omeopatia e tutta la famiglia compreso gli animali domestici (cani, gatti, cavalli) sono da sempre stati trattati con rimedi omeopatici. Qualche episodio mi è rimasto particolarmente impresso, come ad esempio quando sono andata in pronto soccorso d’urgenza e mi era stata diagnosticata una infiammazione intercostale. Un male terribile, potevo stare solo piegata e persino respirare era doloroso.

Tornata a casa ho chiamato il mio medico, Dott. Campanella riferendogli la diagnosi che mi era stata fatta e i sintomi che avvertivo. Mi ha detto di assumere 3 globuli del rimedio da lui scelto. Dopo mezz’ora stavo in piedi senza dolori significativi.

Barbara Fliri

 

Il parere della psicoterapeuta L'omeopatia accelera la guarigione del disagio psicologico

Come psicoterapeuta posso dire di avere con sorpresa constatato che i miei pazienti che durante il corso delle mie cure psicoterapiche sono stati trattati con l'omeopatia classica hanno generalmente mostrato, successivamente all’assunzione del rimedio, delle nuove e più spiccate capacita di insight e una maggiore propensione al cambiamento psicologico con una conseguente velocizzazione della mia terapia.  

La ripetizione di situazioni simili mi fa pensare che questi risultati non siano casuali e che il rimedio omeopatico abbia un effetto notevole anche sul piano psicologico.

Dott.ssa Manuela Spadoni

 

Cistiti e vaginiti croniche La guarigione del corpo procede assieme a quella interiore

Mi sono avvicinata all'omeopatia unicista dopo anni di vaginiti e cistiti croniche che condizionavano notevolmente la mia esistenza senza mai trovare un rimedio che fosse efficace a lungo termine. Dopo una lunga e dettagliata visita il dottor Campanella mi ha prescritto il mio rimedio omeopatico, tre soli globulini per visita: mi sembrava così poco, ma poco alla volta mi sono sentita rinascere, è stato come un risveglio dopo un lungo sonno. Non si tratta solo di una guarigione a livello fisico, è molto di più, è la guarigione dell'Anima. Per me l'incontro con l'omeopatia unicista è stato come una goccia infinitesimale di Luce che lentamente ha diradato la nebbia che avvolgeva il mio cuore permettendomi di arrivare alla mia anima, di fare sempre più chiarezza dentro me e di essere sempre più fedele alla mia verità.
La mia vita sta cambiando radicalmente, ho preso decisioni importanti che prima di allora non avevo la forza ed il coraggio di affrontare perché vivevo nella confusione. La profonda guarigione che avviene ogni giorno dentro di me sta trasformando anche il mio modo di vivere le relazioni affettive, e per la prima volta sperimento il piacere di prendermi cura e di crescere le mie figlie. In passato l'ho sempre sentito come un peso, quasi un sacrificio. Ora è diverso, e anche se a volte sono stanca o arrabbiata, sento tutto l'amore che mi lega a loro e la volontà di essere sempre più presente come madre per trasmettere loro tutta la mia esperienza.

Se c'è una cosa che mi è chiara dopo tutto il percorso fatto fino ad oggi è che più sono autentica, più rispetto la mia natura di donna, più ho la possibilità di guarire ferite profonde e di costruire relazioni equilibrate e vere.

Federica Cerin

 

Cefalea e disturbi della menopausa La guarigione procede dall'interno all'esterno

Mi sono rivolta al dottor Campanella nel 2003 per disturbi dovuti alla menopausa incipiente. Soffrivo inoltre di forti emicranie che mi procuravano nausea e conati di vomito ed erano invalidanti in quanto mi costringevano a letto al buio, rendendomi difficile vivere la quotidianità e, ancor peggio, rovinandomi giorni di vacanza e costringendomi a rinunciare a incontri piacevoli con gli amici. Al mattino mi muovevo a fatica perché collo e spalle erano molto rigidi e dolenti. Soffrivo anche sporadicamente di sciatalgia e di dolori articolari, specie ad una spalla.
I primi a sparire sono stati i dolori muscolari ed articolari, mentre quelli della menopausa si sono inizialmente intensificati per poi divenire più lievi fino a manifestarsi raramente o a scomparire senza dover ricorrere alla terapia ormonale!. Anche l’emicrania è solo un ricordo.

Gabriella Lombardo

 

Tonsilliti recidivanti Andrea, il sistema immunitario e le sue paure.

Mi chiamo Andrea e la mia storia è quella di tante persone che si avvicinano all'omeopatia. I miei problemi iniziano un po' di anni fa, quando, all'età di 26 anni, iniziai a soffrire di tonsilliti ricorrenti con sinusite e febbre alta. Questi disturbi si presentavano inizialmente quattro volte l’anno ma poi presero a verificarsi ogni mese nonostante continuassi a prendere antibiotici ed anti-infiammatori. Dopo due anni e mezzo di calvario mi hanno tolto le tonsille, ma dopo soli due mesi ho preso a soffrire di febbre alta con catarro, ingrossamento dei linfonodi del collo e terribili mal di testa.  

Decisi perciò di rivolgermi all’omeopatia. Fin dalla prima cura i miei disturbi ricorrenti si sono ridotti dell’ottanta per cento, un risultato per me insperato. Da allora faccio delle cure periodiche, non mi ammalo praticamente più e ho potuto riprendere una regolare attività sportiva. Ho avuto anche un effetto sul mio carattere: i primi tempi dopo l’assunzione ero scontroso e facilmente irritabile, ma gradualmente questi disturbi hanno lasciato il posto ad una maggiore sicurezza. Sono scomparse anche le paure infantili che mi avevano sempre accompagnato. 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Andrea Ubbiali

 

 

Insonnia persistente in esiti di intervento di ablazione cardiaca per tachicardia parossistica

Riconoscere e assecondare i ritmi vitali, interni ed esterni, consente quello stato di armonia che è fonte, e garante, della salute. Ci sono momenti della vita, però, in cui questo equilibrio si spezza: è quanto mi è accaduto dopo un intervento al cuore volto a risolvere episodi sempre più frequenti di tachicardia parossistica. A fronte di un intervento perfettamente riuscito che ha sostanzialmente modificato in meglio la mia vita, ecco che ho dovuto affrontare un faticoso periodo di rieducazione al "ritmo interiore": non "riconoscevo" più il mio cuore e non riuscivo più ad allinearmi con i ritmi del sonno e della veglia, come se fossi sdoppiata tra ciò che ero e ciò che ero diventata. L'omeopatia è intervenuta in questo frangente in modo eccellente fornendo quell'apporto energetico riequilibrante di cui avevo bisogno. La potenza irradiante celata nei rimedi e mediata dall'energia del terapeuta ha consentito di ritrovare l'armonia che sembrava smarrita, ha scavato via via sentieri di equilibrio sempre più profondi e, soprattutto, ha riattivato l'energia di autoguarigione che, misconosciuta, si celava in me, come in ciascuno di noi. Perché, come si legge nei testi della sapienza antica "Ciascuno ha in sé un guaritore, ma deve saperlo chiamare all’opera". 

Giuliana Pellizzoni

 

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Dr. Paolo Campanella medico omeopatico